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Auguri a tutti i papà

Talvolta mi capita di lamentarmi di essere finita a vivere in un paesino del sud, per molti versi retrogrado e con una mentalità ancora chiusa. Ma ci sono anche aspetti positivi in questo. Qui ad esempio non siamo ancora arrivati a quanto raccontato da un arkeoniano, come ricordavo rispondendo a un post di questo blog.
Qui la festa del papà è ancora sentita, così come è sentita la figura di San Giuseppe
.
Qui nelle scuole le insegnanti ancora fanno preparare il lavoretto per il papà e insegnano agli alunni una poesia per la ricorrenza.
Certamente anche qui al sud si va verso la tendenza ad eliminare il padre. Ricordo alcuni anni fa, quando nostro figlio maggiore frequentava ancora il nido. Avevano organizzato una festa serale per papà e bambini. Beh! Mio marito mi raccontò che a quella festa erano presenti anche molte mamme insieme ai loro mariti. Praticamente una forma di controllo sul rapporto padre-figlio.
Ma per fortuna ancora rimane molto, qui, della figura paterna.
Nostro figlio maggiore era felicissimo questa mattina di andare a scuola per ultimare il lavoretto da consegnare al suo papà e ripassare la poesia. Nostra figlia purtroppo in questi giorni è influenzata e a scuola non va, il regalo al papà lo ultimerà e consegnerà in ritardo ma con il cuore glielo ha già consegnato.
E anch'io, nonostante non sia una bambina, ho fatto gli auguri oggi al nonno dei miei figli.
Volevo riservare un pensiero a tutti quei papà che sono lontani dai propri figli. Sia fisicamente
[1], sia solo con lo spirito, con il cuore.                                                             



[1] E’ il caso ad esempio di un mio cugino, che ha avuto un bambino con una donna straniera, la quale poi ha pensato bene di portare il bimbo nel suo paese natale e non farlo più vedere al suo papà.

Pubblicato il 19/3/2009 alle 15.5 nella rubrica diario.

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