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22 maggio 2009
SIAMO UOMINI O CAPORALI?
Da un paio di settimane il padre dei miei figli è in trasferta di lavoro, qualche sera fa i bambini più “grandi” dormivano, io dovevo allattare la piccola, ho messo un dvd a casaccio e mi sono sdraiata sul letto con lei attaccata al seno. Mi sono imbattuta in uno dei circa duecento film di Totò, precisamente “Siamo uomini o caporali”, gradevole ma, in fondo, visto diverse volte. Stavolta però mi sono soffermata a riflettere su una scena: quella in cui il protagonista, in uno dei suoi tentativi di sbarcare il lunario, viene raggirato dal direttore di un giornale scandalistico che lo induce a dichiarare il falso.

Purtroppo non trovo su youtube quella sequenza, perciò provo a descriverla. Totò viene spacciato per il supertestimone di un omicidio, i giornalisti, per convincerlo che non sta dichiarando il falso, gli spiegano che avrà pur visto passare qualche auto nel corso della sua vita; che almeno una di queste auto sarà stata di colore scuro; che almeno un cadavere l’avrà visto nella sua vita. E siccome lui risponde affermativamente a ciascuna di queste domande diviene, per l’opinione pubblica, il testimone che ha visto l’omicidio.

Ora, se trasportiamo questa situazione cinematografica al caso Arkeon, ecco spiegato come si è arrivati a formulare accuse completamente false, che spaziano dalle violenze sessuali, agli abusi sui minori, dall’associazione che separava le famiglie, all’associazione che “curava” (?) i gay, ecc. ecc.

12 settembre 2008
Come ti creo il mostro
Il paese in cui vivo si è reso recentemente protagonista di un fatto di cronaca nera. Non specifico l'episodio perchè, per motivi di privacy, non ho mai rivelato dove risiedo.
Questo evento però ha avuto qualche risalto sulle pagine dei giornali e un po' anche alla tv, anche se probabilmente non ha suscitato molto scalpore.
  E' solo uno dei tanti episodi di cronaca nera di cui i telegiornali parlano quasi ogni giorno. Solo alcuni, come il caso di Garlasco, diventano gialli, gli altri vengono presto messi nel dimenticatoio. Il motivo per cui viene scelto un fatto piuttosto che un altro per creare il giallo avvincente non mi è del tutto chiaro.
Mi è chiaro, tuttavia, come in paese si continui a parlare di questa persona indagata per omicidio. Non ho molte amicizie in questo paese e i contatti che ho con gli altri abitanti si riducono prevalentemente a quelli con le mamme dei compagni di scuola dei miei figli o con le mamme che incontro il pomeriggio alla villa. Dalle chiacchiere e dalle descrizioni che ne ho sentito, credo però di aver capito chi è questa persona indagata. In pochi anni che vivo qui ci avrò scambiato si e no... uhm... dieci parole? E tutte strettissimamente di cortesia, 'giorno, 'sera, salve e così via. Nemmeno a me, a pelle, suscitava chissà quale simpatia, come ho sentito affermare da qualcuno. Ma neppure mi suscitava antipatia. Anche a me dava l'impressione di una persona un po' chiusa. Ma insomma, si trattava, appunto, solo di impressioni. O posso forse farmi un giudizio sulla base di dieci parole scambiate con qualcuno nel corso di vari anni?
Dopo però che tv e giornali hanno parlato di questa persona come presunto assassino sento spessissimo commenti del tipo "ha proprio una faccia da delinquente!", "Eh! Si! Si capiva che aveva qualcosa che non andava!", "Effettivamente era una persona un po' strana!".
Ma come? Se nessuno lo/la conosceva bene come si fa a dire che era strano/a? Solo perchè ora i giornalisti l'hanno sbattuto/a nelle pagine dei giornali?
Non ho la più pallida idea se questa persona sia colpevole o innocente, saranno le indagine a stabilirlo. Ma non me la sento di esprimere un giudizio su chi non conosco basandomi soltanto su quanto letto nei giornali.
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