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sentimenti
20 ottobre 2008
A chi sono fedele? - Seconda parte
Da più parti mi sono state segnalate critiche a questo post.
Ora racconto il seguito di questa storia. Premetto che sono d'accordo con chi, nelle critiche, sostiene che prima di ricorrere alle tecniche di fecondazione assistita bisogna provare ad avere figli secondo natura. Anch'io ho la sensazione che oggi molte coppie prendono questa strada con troppa facilità, invece di pensare a fare l'amore. Fare l'amore, appunto, non avere rapporti. E' questo che sottolineo spesso con la mia amica, quando mi racconta di aver provato ad avere rapporti con il marito. "Tu non devi avere rapporti con tuo marito, devi farci l'amore", le dico. Alchè lei spesso mi domanda perplessa: "Ma non è la stessa cosa?".
Ai lettori l'ardua sentenza. Per voi è la stessa cosa?

Comunque anche questa coppia sta provando a ricorrere alla scienza pur di avere figli. Personalmente non ho nulla in contrario, probabile che anche mio marito e io ci saremmo ricorsi se avessimo avuto problemi. Ma, appunto, ci saremmo ricorsi soltanto dopo aver verificato che problemi c'erano. Cioè solo se, facendo l'amore tutti i giorni nel giro di un anno non accadeva nulla. Grazie a Dio nel nostro caso non è stato così.

Ora, ogni volta che incontro per il paese la mia amica, la vedo sempre sempre in compagnia di sua madre; il che, nei giorni lavorativi, può anche andar bene. Ma anche la domenica e i festivi la vedo con sua madre. Una volta le ho domandato se il marito lavorasse anche quel giorno che era festa, mi ha risposto che era in giro con gli amici.
Ogni tanto mi racconta che la scorsa domenica è andata; ovvero che la prossima domenica andrà in questo o quel posto con suo marito, sua madre e suo padre.
Ma allora una domanda mi sorge spontanea: se tu e tuo marito non state mai insieme, da soli, come e quando provate a far figli? Ma, più in generale, che tipo di amore, fedeltà, affidamento c'è tra voi? E, andando più a fondo, è con tuo marito che vuoi un figlio o lo vuoi con tua madre, dando a tuo marito soltanto il ruolo di donatore di sperma?
Oltre che con questa donna quest'estate in villa avevo stretto rapporti anche con altre mamme che venivano lì a portare i bambini. Ogni tanto, quando accompagno i miei figli a scuola, ne incontro qualcuna. Ci domandiamo sempre tra noi se abbiamo notizie di questa nostra amica alla ricerca di figli, se l'abbiamo sentita, se ci sono novità. E' bello vedere che tutte tifiamo per lei, scoprire che ciascuna di noi la sera le dedica una preghiera. Ma tutte concordiamo sul fatto che dovrebbe trascorrere più tempo con suo marito piuttosto che con sua madre.
Nessuna di queste donne è a conoscenza della mia partecipazione in passato a quel gruppo ora indagato. Eppure anche loro sanno che un figlio arriva più facilmente in una coppia dove c'è amore e affidamento.

sentimenti
8 luglio 2008
Affidamento
L’altro giorno all’ora di cena, facendo zaping in tv, ci siamo imbattuti nel secondo dei tre film della serie “il signore degli anelli”, Le due torri. Anche se era perlomeno la 356 o 357sima volta che lo vedevamo, abbiamo lasciato lì. E per l’ennesima volta mi sono trovata a riflettere su un pezzo della storia che si comprende bene solo leggendo tutta o almeno buona parte della letteratura di Tolkien.

All’inizio del mio blog ho accennato di aver fatto parte di quel gruppo che ora i media definiscono, ingiustissimamente a mio modesto parere, psicosetta: Arkeon. Una delle critiche che ho letto in giro muovere a questo gruppo riguarda la presunta sottomissione delle donne ai propri compagni. Qualche favorevole tempo fa aveva anche provato a spiegare che in realtà si parla di affidamento, non di sottomissione; e che le due cose sono assolutamente diverse.

Tornando al film di cui sopra, o meglio, alla letteratura tolkiniana, non riesco a non rimanere colpita dalla storia d’amore tra Aragorn, uomo, e Arwen, elfa. All’apparenza una normale storia d’amore. Solo che lei per essere con lui sceglie. E fa una scelta importantissima: quella di rinunciare alla sua immortalità per essere accanto all’uomo che ama. E prima di lei, leggendo anche il “Silmarillion”, lo fanno altre due elfe.


Voi questa la chiamereste sottomissione? Per me questo è puro affidamento.

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